Una delle prima cose che ci hanno raccontato a scuola su Aristotele – e che sicuramente è rimasta impressa a gran parte degli studenti – riguarda il suo fare lezioni all’aperto. Certo, parliamo di un’altra epoca, ma siamo sicuri che non fosse una buona idea? Negli ultimi tempi si sente molto parlare di “Outdoor education” e, sebbene tale approccio sia utilizzato soprattutto nei paesi nordici nonostante le temperature spesso proibitive, anche in Italia l’argomento è affrontato sempre più spesso e sono diverse le scuole che abbracciano questa filosofia. Numerosi studi confermano i benefici di questo tipo di educazione: già Dewey, nel XIX secolo, parlava dell’importanza del rapporto tra uomo e ambiente, ma di recente è stato condotto un vero e proprio studio da parte delle Plymouth University e Western Sydney University, in merito ai benefici che la scuola all’aria aperta porti sull’apprendimento dei ragazzi. Tali benefici riguardano non solo l’aspetto educativo-culturale ma anche quelli comportamentali e sociali, influendo positivamente anche sulla capacità di resilienza e fiducia in sé stessi.
MA… c’è un MA!
Per i bambini molto piccoli e i ragazzi in età scolastica, infatti, l’ambiente è una fonte inesauribile di conoscenza, scoperta, stimoli… appaga i sensi e la curiosità e offre esperienze sensoriali sempre nuove ed entusiasmanti. Per uno studente universitario in cerca di concentrazione, tutto questo non è esattamente l’ideale. Ma siamo proprio sicuri, allora, che sia meglio rintanarci in casa o in biblioteca? La risposta è no. Sebbene in molti preferiscano studiare al chiuso perché si sentono più a loro agio e produttivi, in tanti apprezzano le attività all’aperto e non sarebbero affatto dispiaciuti di poter trascorrere “in esterna” qualcuna delle ore sui libri, ma magari rinunciano perché la produttività ne risentirebbe. Cosa si può fare allora? Ecco alcuni nostri consigli:
- Scegliete un posto tranquillo: banale, ma è la prima cosa da tenere in considerazione. La natura e l’ambiente esterno già di per sé costituiscono un distrattore, cerchiamo di ridurre al minimo altri fattori di disturbo.
- Trasforma il telefono in un alleato: sarebbe troppo scontato dire “non portare lo smartphone”, anche perché potrebbe servire. E quindi? Ci sono una miriade di app che aiutano a rimanere concentrati e motivano… in che modo? Da quelle che monitorano il tempo che “si perde” al telefono a quelle che bloccano l’utilizzo del dispositivo, che calcolano le sessioni di studio, che “piantano alberi” che altrimenti morirebbero etc. etc.
- Lavora su mindset e concentrazione: nessuno ha queste doti innate. Bisogna lavorarci su e tutti possiamo riuscirci. Anche qui ci sono tantissime app che aiutano a raggiungere lo scopo.
- Studia con qualcuno: questo consiglio sembra controproducente ma in realtà avere qualcuno con i nostri stessi obiettivi aiuta a “controllarsi” e motivarsi a vicenda, quindi non pensiamo a una compagnia come un distrattore, ma come un valido alleato.
Se apprezzi la natura e passi tanto tempo sui libri non perdere quest’opportunità ma approfitta delle ore di studio per nutrire il tuo corpo di tutti i benefici che quest’esperienza può darti!
Buono studio a tutti!
Team StudioLaurea